Articolo 15. Responsabile unico del progetto (RUP).

1. Nel primo atto di avvio dell’intervento pubblico da realizzare mediante un contratto le stazioni appaltanti e gli enti concedenti nominano nell’interesse proprio o di altre amministrazioni un responsabile unico del progetto (RUP) per le fasi di programmazione, progettazione, affidamento e per l’esecuzione di ciascuna procedura soggetta al codice.

2. Le stazioni appaltanti e gli enti concedenti nominano il RUP tra i dipendenti assunti anche a tempo determinato della stazione appaltante o dell’ente concedente, preferibilmente in servizio presso l’unità organizzativa titolare del potere di spesa, in possesso dei requisiti di cui all’allegato I.2 e di competenze professionali adeguate in relazione ai compiti al medesimo affidati, nel rispetto dell’inquadramento contrattuale e delle relative mansioni. Le stazioni appaltanti e gli enti concedenti che non sono pubbliche amministrazioni o enti pubblici individuano, secondo i propri ordinamenti, uno o più soggetti cui affidare i compiti del RUP, limitatamente al rispetto delle norme del codice alla cui osservanza sono tenute. L’ufficio di RUP è obbligatorio e non può essere rifiutato. In caso di mancata nomina del RUP nell’atto di avvio dell’intervento pubblico, l’incarico è svolto dal responsabile dell’unità organizzativa competente per l’intervento.

3. Il nominativo del RUP è indicato nel bando o nell’avviso di indizione della gara, o, in mancanza, nell’invito a presentare un’offerta o nel provvedimento di affidamento diretto.

4. Ferma restando l’unicità del RUP, le stazioni appaltanti e gli enti concedenti possono individuare modelli organizzativi, i quali prevedano la nomina di un responsabile di procedimento per le fasi di programmazione, progettazione ed esecuzione e un responsabile di procedimento per la fase di affidamento. Le relative responsabilità sono ripartite in base ai compiti svolti in ciascuna fase, ferme restando le funzioni di supervisione, indirizzo e coordinamento del RUP.

5. Il RUP assicura il completamento dell’intervento pubblico nei termini previsti e nel rispetto degli obiettivi connessi al suo incarico, svolgendo tutte le attività indicate nell’allegato I.2, o che siano comunque necessarie, ove non di competenza di altri organi. In sede di prima applicazione del codice, l’allegato I.2 è abrogato a decorrere dalla data di entrata in vigore di un corrispondente regolamento adottato ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, che lo sostituisce integralmente anche in qualità di allegato al codice.

6. Le stazioni appaltanti e gli enti concedenti possono istituire una struttura di supporto al RUP, e possono destinare risorse finanziarie non superiori all’1 per cento dell’importo posto a base di gara per l’affidamento diretto da parte del RUP di incarichi di assistenza al medesimo.

7. Le stazioni appaltanti e gli enti concedenti, in coerenza con il programma degli acquisti di beni e servizi e del programma dei lavori pubblici di cui all’articolo 37, adottano un piano di formazione per il personale che svolge funzioni relative alle procedure in materia di acquisiti di lavori, servizi e forniture.

8. Negli appalti pubblici di lavori aggiudicati con la formula del contraente generale e nelle altre formule di partenariato pubblico-privato, è vietata l’attribuzione dei compiti di RUP, responsabile dei lavori, direttore dei lavori o collaudatore allo stesso contraente generale, al soggetto aggiudicatario dei contratti di partenariato pubblico-privato e ai soggetti a essi collegati.

9. Le centrali di committenza e le aggregazioni di stazioni appaltanti designano un RUP per le attività di propria competenza con i compiti e le funzioni determinate dalla specificità e complessità dei processi di acquisizione gestiti direttamente.

EFFICACE DAL: 1° luglio 2023

Relazione

RELAZIONE L’articolo 15, commi 1-9, definisce la figura del Responsabile unico del progetto (RUP), le sue competenze per le fasi di programmazione, progettazione, affidamento e per l’esecuzione di ci...

Commento

NOVITA’ • Si passa da responsabili del procedimento alla nuova denominazione (e dunque il nuovo incarico) di Responsabili del Progetto. L’acronimo, quindi, non cambia (RUP). • La nuova denominazion...
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Giurisprudenza e Prassi

RESPONSABILE DI FASE - PUO' ESSERGLI ATTRIBUITA LA COMPETENZA AD ADOTTARE IL PROVVEDIMENTO DI ESCLUSIONE (15.4)

TAR VALLE D'AOSTA SENTENZA 2024

Ad avviso del Collegio, non è ravvisabile un’antinomia tra la nuova disciplina del responsabile unico del progetto (RUP) prevista dal nuovo codice dei contratti pubblici (d.lgs. n. 36/2023) e la disciplina regolamentare in materia di ordinamento militare (art. 451, comma 5, d.p.r. n. 90/2010), che prevede l’incompatibilità tra la carica di comandante (nella presente procedura individuato quale RUP) e quella di capo del servizio amministrativo, cui compete l’adozione degli “atti di spesa e quelli preparatori, anche a rilevanza esterna”, degli “atti negoziali connessi con la gestione del bilancio” e degli “atti negoziali per l’amministrazione e l’utilizzazione dei materiali” (art. 451, comma 1, d.p.r. n. 90/2010).

Al riguardo, deve essere infatti valorizzata la previsione dell’art. 15, comma 4, del nuovo codice dei contratti pubblici, in base alla quale “Ferma restando l'unicità del RUP, le stazioni appaltanti e gli enti concedenti possono individuare modelli organizzativi, i quali prevedano la nomina di un responsabile di procedimento per le fasi di programmazione, progettazione ed esecuzione e un responsabile di procedimento per la fase di affidamento. Le relative responsabilità sono ripartite in base ai compiti svolti in ciascuna fase, ferme restando le funzioni di supervisione, indirizzo e coordinamento del RUP”.

Tale facoltà per le stazioni appaltanti, secondo quanto indicato nella relazione al codice del Consiglio di Stato, “…presenta il vantaggio di evitare un'eccessiva concentrazione in capo al RUP di compiti e responsabilità direttamente operative, spesso di difficile gestione nella pratica. In caso di nomina dei responsabili di fase, infatti, rimangono in capo al RUP gli obblighi – e le connesse responsabilità – di supervisione, coordinamento, indirizzo e controllo, mentre sono ripartiti in capo ai primi i compiti e le responsabilità delle singole fasi a cui sono preposti. Si introduce, quindi, un principio di “responsabilità per fasi” (cfr. pag. 32).

Nell’esercizio di tale facoltà prevista dal nuovo codice dei contratti pubblici, l’Amministrazione resistente, ha individuato un modello organizzativo compatibile con la particolare disciplina dell’ordinamento militare, nominando, ai sensi del sopra citato art. 15, comma 4, quale responsabile del procedimento per la fase di affidamento, il capo del servizio amministrativo, il quale è stato espressamente autorizzato dal comandante e responsabile unico del progetto “…a ricorrere alla procedura di acquisizione entro il limite massimo, iva esente, di € -OMISSIS- (-OMISSIS-), avendo cura di porre in essere gli atti di gestione propria, anche a rilevanza esterna, previsti dall'art. 451 del D.P.R. n. 90/2010 e smi, con relativa redazione e pubblicazione degli atti prodromici all'espletamento della procedura negoziata, utile alla conclusione dell'accordo quadro di cui in oggetto…” (cfr. determina a contrarre del -OMISSIS-, doc. 8 resistente).

In tale contesto organizzativo della stazione appaltante, l’emanazione del provvedimento di esclusione da parte del capo del servizio amministrativo non si pone quindi in contrasto con la sopra citata previsione dell’art. 15, comma 4, del nuovo codice dei contratti pubblici, rientrando l’attività di verifica delle cause di esclusione dalla gara proprio nella fase di affidamento, per la quale il predetto capo del servizio amministrativo è stato nominato responsabile.

Tale conclusione, ad avviso del Collegio, non trova ostacolo nella circostanza, rilevata da parte ricorrente, che l’art. 7 dell’allegato I.2 al codice, nell’elencare i compiti del RUP per la fase dell’affidamento, menziona, alla lett. d), le esclusioni dalle gare.

Al riguardo, occorre infatti osservare che tale disposizione, da un lato, non prevede espressamente che tale compito non possa essere assolto dal responsabile per la fase di affidamento, qualora nominato dalla stazione appaltante, e dall’altro, deve essere letta in relazione all’art. 15 di cui costituisce attuazione ed esecuzione, il cui comma 4, come si è visto, prevede che, in caso nomina dei responsabili per le varie fasi, “Le relative responsabilità sono ripartite in base ai compiti svolti in ciascuna fase, ferme restando le funzioni di supervisione, indirizzo e coordinamento del RUP”.

Peraltro, a dimostrazione del fatto che le disposizioni del richiamato allegato al codice devono essere interpretate alla luce dell’art. 15 di cui è attuazione, si deve rilevare che il predetto allegato è definito espressamente, nella relazione elaborata dal Consiglio di Stato, “…di natura regolamentare, assorbendo le linee guida n. 3 dell’ANAC” (cfr. pag. 32), e che, in base all’art. 15, comma 5, sarà “…abrogato a decorrere dalla data di entrata in vigore di un corrispondente regolamento adottato ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, che lo sostituisce integralmente anche in qualità di allegato al codice”.

AUSA - INDICAZIONI DI CARATTERE TRANSITORIO SULLA PROFILAZIONE DEI RESPONSABILI DI FASE NEI SISTEMI DELL'AUTORITA' (15.4)

ANAC COMUNICATO 2024

L'Autorità sta elaborando una soluzione operativa che consenta l'indicazione dei soggetti autorizzati a svolgere le funzioni di RUP e di responsabile di fase nell'ambito del profilo della stazione appaltante/ente concedente registrato sull'Anagrafe Unica delle Stazioni Appaltanti (AUSA). In tal modo, i vari responsabili di progetto e di fase che risulteranno associati ad una determinata stazione appaltante potranno operare direttamente nei sistemi dell'Autorità, in relazione alle singole procedure di affidamento, per le fasi di rispettiva competenza.

Nelle more delle necessarie implementazioni dei sistemi informativi dell'Autorità e dei conseguenti adeguamenti da parte delle Piattaforme di approvvigionamento digitale, al fine di agevolare le attività di competenza delle stazioni appaltanti e degli enti concedenti, si ritiene utile consentire l'accesso ai sistemi dell'Autorità da parte dei responsabili di fase a prescindere dalla preventiva indicazione ad opera del RUP.

A tal fine, in via transitoria e fino a nuove comunicazioni, i responsabili di fase dovranno registrarsi a sistema autonomamente, selezionando il profilo di RUP.

ATTIVITA' DI SUPPORTO AL RUP ESTERNA ED INTERNA - DIFFERENTI COMPENSI (15.6)

CORTE DEI CONTI DELIBERAZIONE 2024

Il quesito concerne la corretta perimetrazione dell’ambito applicativo delle previsioni recate dagli art. 15, comma 6, del d. lgs. n. 36 del 2023 (Codice dei contratti pubblici) in combinato disposto con l’art. 3 dell’allegato I.2, nonché dall’art. 2 dell’allegato I.2. La prima disposizione normativa, di carattere parzialmente innovativo rispetto al precedente quadro normativo, introdotta dal Codice dei contratti pubblici, testualmente dispone che: “Le stazioni appaltanti e gli enti concedenti possono istituire una struttura di supporto al RUP, e possono destinare risorse finanziarie non superiori all'1 per cento dell'importo posto a base di gara per l'affidamento diretto da parte del RUP di incarichi di assistenza al medesimo”. La previsione ora riportata risulta completata da quanto previsto dall’art. 3 dell’Allegato I.2. al Codice, per il quale: “ai sensi dell'articolo 15, comma 6, del codice, la stazione appaltante può istituire una struttura stabile a supporto del RUP e può conferire, su proposta di quest'ultimo, incarichi per la migliore realizzazione dell'intervento pubblico, nel caso di appalti di particolare complessità che richiedano valutazioni e competenze altamente specialistiche. La struttura di supporto al RUP può essere istituita anche in comune fra più stazioni appaltanti, previa sottoscrizione di accordi ai sensi dell'articolo 15 della legge 7 agosto 1990, n. 241”.

Su un diverso piano si pone, invece, il disposto dell’art. 2, comma 3, dell’Allegato I.2. al Codice, secondo cui “Il RUP deve essere dotato di competenze professionali adeguate all’incarico da svolgere. Per i lavori e i servizi attinenti all'ingegneria e all'architettura il RUP deve essere un tecnico. Ove non sia presente tale figura professionale, le competenze sono attribuite al 4 dirigente o al responsabile del servizio nel cui ambito di competenza rientra l’intervento da realizzare. Negli altri casi, la stazione appaltante può individuare quale RUP un dipendente anche non in possesso dei requisiti richiesti. Nel caso in cui sia individuato un RUP carente dei requisiti richiesti, la stazione appaltante affida lo svolgimento delle attività di supporto al RUP ad altri dipendenti in possesso dei requisiti carenti in capo al RUP o, in mancanza, a soggetti esterni aventi le specifiche competenze richieste dal codice e dal presente allegato. Gli affidatari delle attività di supporto devono essere muniti di assicurazione di responsabilità civile professionale per i rischi derivanti dallo svolgimento delle attività di propria competenza”. Tale disposizione deve essere letta in connessione con art. 15, comma 2, del d. lgs. n. 36 del 2023, in forza del quale “… L’ufficio di RUP è obbligatorio e non può essere rifiutato”.

Mettendo in comparazione i due gruppi di disposizioni, tenuto conto del contenuto del quesito all’odierno esame, non può non evidenziarsi come la fattispecie relativa all’esternalizzazione di ‘attività di supporto al RUP carente dei requisiti necessarì – ipotesi connotata da residualità, in quanto alla stessa può farsi ricorso soltanto in caso di verificata assenza in organico di altri dipendenti in possesso dei requisiti carenti in capo al RUP – sia autonoma rispetto a quella della ‘struttura a supporto del RUP’, che deve essere connotata, nel disegno normativo, dalla stabilità e dalla possibilità di istituzione in comune fra più stazioni appaltanti, previa sottoscrizione di accordi ai sensi dell'articolo 15 della legge 7 agosto 1990, n. 241, nonché, nel caso di appalti di particolare complessità che richiedano valutazioni e competenze altamente specialistiche e ove venga dimostrata l’indispensabilità per la migliore realizzazione dell'intervento pubblico.

Si tratta, dunque, di strumenti caratterizzati da differenti finalità, dovendo, nel primo caso, la stazione appaltante procedere – in caso sia necessitata, in procedure che non riguardano i lavori e i servizi attinenti all'ingegneria e all'architettura, a nominare un RUP carente dei requisiti richiesti e accertata l’assenza di professionalità interne per supportare il RUP – ad affidare a soggetti esterni le attività di supporto al RUP. Di contro, nel secondo caso, l’istituzione della “struttura di supporto del RUP” e la correlata conferibilità di incarichi esterni (art. 15, comma 6, e art. 3 dell’Allegato I.2. del d. lgs. n. 36 del 2023) rientrano tra le facoltà rimesse alla discrezionalità delle stazioni appaltanti, a cui poter far ricorso, per una migliore realizzazione dell’intervento pubblico.

Dalla tratteggiata alterità ne discende, per quanto qui maggiormente interessa, che il ‘tettò alle risorse finanziarie destinabili al conferimento di incarichi esterni dell’uno per cento dell’importo a base d’asta operi in relazione alla sola fattispecie prevista dagli art. 15, comma 6, e art. 3 dell’Allegato I.2. del d. lgs. n. 36 del 2023, non apparendo qualificabile come species di tale genus, di contro, l’esternalizzazione di ‘attività di supporto al RUP carente dei requisiti necessarì.

Quest’ultima attività, come già evidenziato dall’Anac (cfr. parere n. 11 del 2023), è stata qualificata “dal giudice amministrativo come appalto di servizi (in tal senso TAR Puglia, n. 237/2020) … Anche l’Autorità ha espresso avviso conforme a quello indicato, affermando che tale incarico, qualificabile come appalto di servizi, consiste «in un’obbligazione nei confronti del committente avente ad oggetto il compimento di un’opera o di un servizio verso un corrispettivo in denaro, con organizzazione dei mezzi necessari (di tipo imprenditoriale) e con assunzione in proprio del rischio di esecuzione della prestazione (art. 1655 c.c.). In quest’ottica, l’attività di supporto al RUP, anche se prevista al fine di sopperire all’indisponibilità di personale dotato di adeguate competenze all’interno dell’amministrazione, deve essere qualificata quale attività professionale in proprio, richiedendo non solo che il soggetto affidatario sia dotato di specifiche competenze professionali relative al settore di riferimento oggetto dell’incarico, ma anche che appresti una specifica organizzazione, con assunzione del rischio, diretta a soddisfare le esigenze dell’ente» (Atto del Pres. dell’Autorità del 25.10.2022, fasc.4264/2022; in termini delibera Anac n. 676/2021)”.

Conseguentemente l’ammontare dei relativi compensi, a seconda della tipologia di incarico da conferire, dovrà avvenire sulla base dei parametri normativi previsti per le specifiche figure professionali, tra cui l’allegato I.13 ed il d.m. 17 giugno 2016, qualora si tratti dell’affidamento degli incarichi professionali di natura tecnica.



PROCEDIMENTO DI VERIFICA DELL'ANOMALIA: IL R.U.P. SI PUO' AVVALERE DI SOGGETTI ESTERNI A SUPPORTO DELLA SUA ATTIVITA' (31.7)

TAR LOMBARDIA MI SENTENZA 2024

Nel sub-procedimento di verifica dell’anomalia, che appartiene alla competenza del RUP, questi può avvalersi del supporto della stessa commissione giudicatrice o di una commissione o di un tecnico ad hoc, con la precisazione che l’affidamento di detto incarico non spoglia il RUP della sua competenza, dovendo egli fare proprie le conclusioni alle quali è pervenuto il delegato (Cons. Stato, sez. V, 11 marzo 2021, n. 2086; sez. III, 5 giugno 2020, n. 3602)” (Consiglio di Stato, V, 11 ottobre 2021, n. 6784).

Tale approdo risulta coerente con la circostanza, pure ritenuta legittima dalla giurisprudenza, che la Commissione giudicatrice possa avvalersi della collaborazione di soggetti esterni ad essa o utilizzare elaborati redatti da altri, purché tali ausili abbiano una funzione di mero supporto e che l’esito finale dell’attività valutativa sia integralmente ascrivibile alla Commissione giudicatrice medesima: difatti, “non è illegittimo di per sé che la Commissione di gara si faccia coadiuvare nell’espletamento delle attività valutative che le competono da soggetti esterni, a condizione però che tali soggetti si limitino a svolgere compiti di mero supporto e che l’esito finale dell’attività valutativa sia integralmente ascrivibile alla Commissione giudicatrice medesima” (Consiglio di Stato, III, 17 giugno 2021, n. 4683; altresì, V, 11 ottobre 2021, n. 6782; T.A.R. Valle d’Aosta, 20 dicembre 2021, n. 73).

A supporto di tale conclusione può essere richiamata anche la normativa in materia di appalti pubblici, applicabile ratione temporis, ossia l’art. 31, commi 7, 8 e 11, del D. Lgs. n. 50 del 2016 che consente alla Stazione appaltante di conferire appositi incarichi a supporto dell’intera procedura di gara o di parte di essa (cfr. A.N.A.C., Parere funzione consultiva n. 11 del 28 marzo 2023). Ciò ha trovato altresì conferma nell’art. 15, comma 6, del D. Lgs. n. 36 del 2023, dove si stabilisce che “le stazioni appaltanti e gli enti concedenti possono istituire una struttura di supporto al RUP, e possono destinare risorse finanziarie non superiori all’1 per cento dell’importo posto a base di gara per l’affidamento diretto da parte del RUP di incarichi di assistenza al medesimo”.

Pertanto, la nomina di una Unità posta a supporto tecnico del R.U.P., al fine di coadiuvarlo nell’esame afferente alla congruità delle offerte dei concorrenti, risulta del tutto legittima.

REVOCA FINANZIAMENTO PUBBLICO PER INERZIA - RESPONSABILITA' DEL RUP

CORTE DEI CONTI SENTENZA 2023

La Corte dei conti, Sezione giurisdizionale d’Appello per la Regione siciliana, in materia di danno erariale, avente ad oggetto gli oneri di progettazione di un’opera, subito da un ente comunale a seguito della revoca del finanziamento pubblico, per mancata attestazione di utilizzo delle somme e omesso riscontro ai susseguenti solleciti dell’amministrazione erogatrice (MEF), ha affermato che l’inerzia dell’organo politico non esonera il responsabile unico del procedimento dall’esercizio delle azioni dallo stesso esigibili, quali la cura del corretto e razionale svolgimento delle procedure di programmazione, progettazione, affidamento ed esecuzione di opere pubbliche, che non siano specificatamente attribute ad altri organi o soggetti, nonché la segnalazione di eventuali disfunzioni, impedimenti o ritardi nell’attuazione degli opportuni interventi e la sorveglianza dell’efficiente gestione economica (art. 7 L. n. 109/1994, artt. 7 e 8 DPR n. 554/1999, art. 31 D.lgs. n. 50/2016). Il Collegio d’appello ha, pertanto, confermato le statuizioni di condanna a carico del RUP, in quanto, pur ritenendo sussistente la responsabilità di terzi, ha accertato che ove l’appellante non avesse serbato un contegno del tutto inerte, avrebbe potuto (rectius dovuto) attivarsi per evitare la revoca del finanziamento in argomento o quanto meno sollecitare l’organo politico all’attestazione della spesa, nonché ad agire a norma dell’art. 195 TUEL.

Pareri della redazione di CodiceAppalti.it

QUESITO del 06/12/2023 - RUP IN CASO DI COMMITTENZA AUSILIARIA

A seguito di procedura di qualificazione della stazione appaltante, la scrivente società (ASM srl, 100% partecipata dal Comune di Molfetta) si è qualificata solo nella categoria SF3, abilitata dunque solo ad eseguire procedure di affidamento di servizi e forniture entro i 750.000,00 euro. Dovendo bandire una procedura di gara di circa euro 6 milioni (necessaria per effettuare il revamping dell'impianto di selezione di proprietà di questa società) mediante un appalto integrato, ci avvarremmo del Comune di Molfetta quale stazione appaltante qualificata. Quanto alla nomina del RUP, lo stesso può essere il RUP (iscritto all'ANAC) della società ASM srl (seppur non qualificata per questo tipo di procedura) o deve essere necessariamente un dipendente della stazione appaltante qualificata?


QUESITO del 02/02/2024 - RUP NEL SETTORE SCOLASTICO

La delega della funzione rup non è possibile da un punto di vista legislativo. Quindi se la delega di funzione va fatta per ogni singola attività negoziale, va inserita in ogni determina? e se sì, con quale formulazione? In tal caso la decisione a contrarre deve essere preceduta da una delega? Una volta delegato un soggetto nell'ambito della determina, l'ordine/il contratto va sottoscritto dal soggetto delegato o sempre dal delegante? (es nella determina il DS delega il DSGA, l'ordine va poi firmato dal DSGA? o dal DS?) Il compenso per la delega di funzione tecnica va stabilito di volta in volta?


Pareri tratti da fonti ufficiali

QUESITO del 18/07/2024 - AMMISSIONE/ESCLUSIONE DI UN OPERATORE ECONOMICO, PREROGATIVA DEL RUP

Considerato che tra i compiti specifici del RUP per la fase di affidamento, l'art. 7, comma 1, lettera d), dell'Allegato I.2 del D.lgs 36/2023, stabilisce che sia il RUP a disporre "le esclusioni dalle gare", si chiede di conoscere se, avendo questa Stazione Appaltante adottato un modello organizzativo per cui il Responsabile di procedimento per la fase di affidamento (Responsabile dell'Ufficio gare e appalti) è ordinariamente soggetto diverso dal RUP, come previsto dall'art. 15, comma 4, del D.lgs 36/2023, sia possibile attribuire al Responsabile del procedimento per la fase di affidamento la competenza a disporre, con proprio provvedimento, le esclusioni e le ammissioni alla procedura di gara, ben esplicitando tale attribuzione nella lex specialis costituita dai documenti di gara.


QUESITO del 18/07/2024 - INDIVIDUAZIONE DEL RUP

1) All'interno della struttura organizzativa di una Pubblica Amministrazione, che ha scelto un modello organizzativo che prevede la nomina di un responsabile di progetto per le fasi di programmazione, uno per la progettazione, uno per l'esecuzione ed un responsabile di progetto per la fase di affidamento, l'incarico di RUP per la fase di affidamento può essere affidato ad un legale dotato di comprovata esperienza e competenza nel settore, già nominato procuratore responsabile della relativa struttura "Lavori impiantistici e Servizi di ingegneria e Architettura"? 2) Fermo quanto sopra, qualora la suddetta condizione non sia sufficiente, può il legale essere nominato RUP per la fase di affidamento avvalendosi al proprio interno del supporto di un tecnico, con laurea in architettura? 3) A tal fine, ai sensi dell'Art.15, comma 6 del D.lgs. 36/2023, può la stazione appaltante istituire una struttura stabile a supporto del RUP, precisando tale circostanza nell'atto di nomina?


QUESITO del 21/06/2024 - QUESITO PER L'INDIVIDUAZIONE DEL RUP NELLA CENTRALE DI COMMITTENZA ART. 15 D. LGS 36/2023 - ALL I.2 - ALL. II.4

Si richiede il seguente chiarimento: una Centrale di Committenza a cui i Comuni hanno delegato la fase dell'affidamento fino alla proposta di aggiudicazione, deve nominare un proprio RUP (art. 15)? in caso affermativo, se questo deve possedere TUTTI i requisiti previsti dall'all. I.2. Diversamente se deve essere un Responsabile di Fase o Responsabile Procedimento, anche privo dei requisiti appartenenti al RUP. Nel caso specifico se si può nominare come RUP o Responsabile di fase il Responsabile di Settore CUC che però non ha detti requisiti (non è un tecnico, non ha maturato esperienza), dovendo curare la fase dell'affidamento. Ovvero se è possibile che venga nominato RUP un dipendente dell'Amministrazione ma appartenente ad altro Settore in possesso dei Requisiti All. I.2


QUESITO del 21/06/2024 - NOMINA RUP

E' possibile nominare un unico RUP, annualmente, per tutti gli affidamenti sotto soglia afferenti alla medesima unità organizzativa?


QUESITO del 17/04/2024 - PROGETTAZIONE DI SERVIZI E FORNITURE

<p>Il comma 12 dell’art. 41 del D.lgs 36/2023 stabilisce che “la progettazione di servizi e forniture è articolata in un unico livello ed è predisposta dalle stazioni appaltanti e dagli enti concedenti mediante propri dipendenti in servizio”. Qualora la stazione appaltante si trovi in una situazione di grave carenza di personale, tale per cui la progettazione tramite propri dipendenti non sia possibile senza recare pregiudizio all’ordinario assolvimento delle funzioni di istituto o nel caso in cui la medesima stazione appaltante non disponga di figure in possesso di adeguata professionalità in relazione al servizio o fornitura da progettare, è possibile ricorrere a professionalità esterne, seguendo le procedure previste dal nuovo codice? </p>


QUESITO del 30/08/2023 - NECESSITÀ PER IL TECNICO, PUBBLICO DIPENDENTE, DI ESSERE ISCRITTO ALL'ALBO PROFESSIONALE PER SVOLGERE FUNZIONI RUP, DL

Si chiede di sapere se il tecnico, pubblico dipendente, al fine di svolgere, per conto dell'Amministrazione, le attività rientranti nel proprio mansionario (RUP, Progettista, DL, collaudatore) debba necessariamente essere iscritto all'albo professionale e se le spese di iscrizione, nonché i costi dei corsi obbligatori di aggiornamento debbano restare a suo carico o debbano essere rimborsate dall'Amministrazione. Si ritiene che per lo svolgimento delle attività di RUP sia sufficiente l'abilitazione professionale e non l'ulteriore requisito dell'iscrizione all'albo (art. 4 All. I.2 al D.Lgs. 36/23). Il comma 3 del medesimo articolo prevede, altresì, che "il RUP può svolgere [...] anche le funzioni di progettista e direttore dei lavori", pertanto anche per la progettazione e la direzione lavori si ritiene sufficiente la mera abilitazione. Anche per l'attività di collaudo è richiesta, dalla nuova normativa, la mera abilitazione all'esercizio della professione di ingegnere o architetto (art. 14 All. II.14 al D.Lgs 36/23). Solo per il collaudo statico è richiesta l'iscrizione all'albo da almeno 10 anni. Tuttavia l'ipotesi che l'Amministrazione richieda ai propri tecnici di svolgere il collaudo statico è remotissima (stante la limitata competenza di questa Amministrazione nei lavori pubblici, risulta più conveniente acquisire il servizio esternamente mediante procedure ad evidenza pubblica). Alla luce di quanto esposto si ritiene che il tecnico, pubblico dipendente, non sia tenuto ad iscriversi al proprio ordine professionale per svolgere alcuna delle attività che rientrano nel suo mansionario e conseguentemente l'Amministrazione non è tenuta, in alcun modo, a rimborsare al dipendente i relativi costi. Questo appare, allo stato, l'esito dell'analisi normativa risultante dal D.Lgs 36/23, tuttavia considerato che la riforma è recentissima, si chiede al Supporto Giuridico di esprimere il proprio parere sull'argomento.


QUESITO del 29/08/2023 - LA UNICITÀ DEL RUP E IL REPONSABILE DI FASE (15.4)

<p>Quesito: la unicità del RUP è compatibile con il responsabile di fase? Può il soggetto nominato RUP cumulare detto incarico al proprio? Risposta corretta: No, mai, v'è una incompatibilità logica, in quanto il Rup esercita una funzione di supervisione e controllo su dette figure. Riporto quanto il contenuto della relazione illustrativa al nuovo codice: Il comma 4 prevede la possibilità per le stazioni appaltanti di nominare un responsabile per le fasi di programmazione, progettazione ed esecuzione e un responsabile per la fase di affidamento. Tale opzione presenta il vantaggio di evitare un'eccessiva concentrazione in capo al RUP di compiti e responsabilità direttamente operative, spesso di difficile gestione nella pratica. In caso di nomina dei responsabili di fase, infatti, rimangono in capo al RUP gli obblighi – e le connesse responsabilità – di supervisione, coordinamento, indirizzo e controllo, mentre sono ripartiti in capo ai primi i compiti e le responsabilità delle singole fasi a cui sono preposti. Si introduce, quindi, un principio di “responsabilità per fasi”. È stata concessa la facoltà di nominare responsabili di fase, che possono essere di grande ausilio nella gestione dei molteplici e delicati compiti connessi alla realizzazione dell’intervento pubblico. Da ciò si evince che nel caso in cui non venga nominato un responsabile di fase l’incarico resta in capo al responsabile di progetto, per cui il quesito e la relativa risposta non mi risultano chiari. </p>


QUESITO del 23/08/2023 - D LGS. 36/2023, ART. 15, CO. 4 - RP DI PROGETTAZIONE DIVERSO DALL'RP DELL'ESECUZIONE CONTRATTUALE.

<p>Ad ulteriore chiarimento di quanto indicato nel parere n. 2098 del 07/04/2023, si chiede quanto segue: sarebbe possibile separare l'RP per la fase di progettazione, dal ruolo di RP per la fase d'esecuzione contrattuale (nel predetto parere accorpati) ed avere quindi, nell'ipotesi applicativa più elastica dell'articolo in oggetto, quattro distinti RP coordinati dal RUP? </p>


QUESITO del 07/08/2023 - D.LGS. 36/2023, ARTT. 51 E 93 – RUP MEMBRO DELLA COMMISSIONE GIUDICATRICE E RUOLO DEGLI RP.

<p>Gli articoli in oggetto indicano che, il RUP, può prender parte alla commissione per la valutazione delle offerte col criterio dell’OEPV. A tal riguardo, si chiedono i seguenti chiarimenti: 1 - nel sopra soglia, ai sensi dell’art. 93 comma 3, il RUP può essere solo membro oppure anche presidente della commissione, analogamente a quanto consentito dall’art. 51 per le procedure sotto soglia? 2 – se la norma consente al RUP di prender parte alla commissione in parola, perché gli altri componenti non potrebbero essere i due RP, qualora nominati, il primo responsabile delle fasi di programmazione/progettazione/esecuzione ed il secondo dell’affidamento? In sintesi: potrebbe esservi una commissione per l’OEPV, composta da tre componenti, costituiti dal RUP e dai due RP? 3 – in caso di offerte al prezzo più basso non si parla di commissione bensì di “seggio di gara”. Qualora lo stesso sia monocratico, potrebbe essere gestito dal RUP oppure anche da uno dei due RP qualora nominati? Nel caso invece di seggio di gara NON monocratico, sempre in riferimento alle offerte del minor prezzo o costo, potrebbe lo stesso esser composto da tre componenti, costituiti dal RUP e dai due RP? 4 – infine, per entrambi i casi (commissione OEPV sopra e sotto soglia e seggio di gara al prezzo più basso sopra e sotto soglia, monocratico o non), potrebbe NON prendervi parte il RUP ed invece uno oppure entrambi gli RP sì, uno dei quali anche come presidente? </p>


QUESITO del 03/08/2023 - ACQUISIZIONE CIG - RUP (15.5)

L'allegato I.2 - Attività del RUP (Art. 15, comma 5, del Codice)- art. 2 punto 6, lett. l) al D.Lgs. n. 36/2023- prevede, tra i compiti specifici del RUP: l’acquisizione del CIG nel caso in cui non sia nominato un responsabile per la fase di affidamento. In base alla citata disposizione si chiede di conoscere: se il SIMOG sarà armonizzato con tale disposizione, in modo che, al ricorrere della circostanza, venga trattaciato che il Responsabile per la fase di affidamento che acquisisce il CIG è soggetto diverso dal Responsabile unico di progetto se il Responsabile per la fase di affidamento sarà obbligato all'invio dei dati informativi fino alla stipula del contratto ed, al termine della fase di affidamento, il cig potrà essere ripreso in carico dal RUP


QUESITO del 19/07/2023 - NOMINA RUP EX D.LGS. 36/2023 PER PROCEDURE IN CORSO

Premesso -che vi sono numerosi investimenti in corso, già programmati prima dell'entrata in vigore del D.Lgs. 36/2023, per i quali lo stato dell'iter realizzativo può trovarsi in diverse situazioni quali, ad esempio: RUP (responsabile unico del procedimento) già nominato, affidamento di incarichi professionali già formalizzati in tutto o in parte (progettazione, verifica , collaudi ...), progetti già consegnati o già approvati, fase di acquisizione pareri in corso etc etc -che tutte le attività di cui sopra sono già state seguite dal RUP nominato ai sensi del D.Lgs. 50/2016 -che l'art. 226, comma 2, del nuovo Codice fa riferimento all'obbligo di applicazione del D.Lgs. 50/2016 solo per le gare gia avviate e per altri casi specifici ma non dà indicazioni generali su tutti i procedimenti in corso per cui le gare non sono ancora state fatte Considerato -che la S.A. potrebbe non avere la qualificazione necessaria per procedere allo svolgimento di alcune gare -che non paiono esserci altre norme finali e transitorie che disciplinano i procedimenti in corso; -che l'art. 62, comma 6 lettera g), pare disporre che il RUP (resp. unico progetto) non può essere nominato dalla S.A. non qualificata, la quale può solo nominare un supporto al RUP della centrale di committenza affidante SI RICHIEDE se i singoli procedimenti possano continuare ad essere incardinati in capo ai RUP già nominati ai sensi del D.Lgs. 50/2016 fatto salvo, chiaramente, l'obbligo di espletare le future gare d'appalto nei limiti della qualificazione della S.A. di appartenenza od appoggiandosi ad una centrale di committenza esterna qualificata per la sola fase della gara (mantenendo quindi la "gestione" complessiva dell'intervento all'interno dell'Ente). Mi permetto di aggiungere che la citata norma di cui all'art. 62 metterà in ginocchio le poche centrali di commmittenza che, al di là della gara, non sono certamente attrezzate per avere RUP per tutti i non qualificati (perlomeno in FVG). Grazie mille.


QUESITO del 29/06/2023 - SUPPORTO AL RUP VERIFICA REQUISITI

Con la delibera n.464 del 27/07/2022 è entrato in vigore il Fascicolo Virtuale Operatori Economici (FVOE) per le Stazioni Appaltanti ai fini delle verifiche dei requisiti di partecipazione (una volta ex. Art. 80 d.lgs. 50/2016 oggi art. 94 e seguenti d.lgs. 36/2023). Successivamente, ANAC tramite il comunicato del presidente del 16 novembre 2022 e le relative FAQ, ha specificato che: 1) Il FVOE non è obbligatorio per gli affidamenti inferiori a 40.000 Euro, 2)Non è richiesto l’utilizzo del FVOE per la verifica dei requisiti degli iscritti agli Elenchi di Operatori Economici. Questo perché è obbligatorio il fascicolo solo per le procedure che comportano l’acquisizione del CIG. In questo ambito si chiede se nell'ambito dell'assistenza al RUP ex art 15 D.Lgs 36/2023, possa essere esternalizzato ad una società il servizio di verifica dei requisiti di ordine generale? Pur rimanendo , invece, l'attività meramente valutativa in ordine al possesso dei requisiti di carattere generale in capo alla Stazione Appaltante e al RUP. WMP


QUESITO del 26/06/2023 - DECISIONE A CONTRARRE E DETERMINA A CONTRARRE

Nell’impianto del nuovo codice si chiede di fornire indicazioni circa gli atti che debbano essere predisposti all’avvio di una procedura concorsuale. Specificatamente l’art. 17 comma 1 prevede che “Prima dell’avvio delle procedure di affidamento dei contratti pubblici le stazioni appaltanti e gli enti concedenti, con apposito atto, adottano la decisione di contrarre individuando gli elementi essenziali del contratto e i criteri di selezione degli operatori economici e delle offerte”. L’atto in parola, per intendersi, esprime la decisione del titolare del potere di spesa, non solo di attuare l’intervento ma di attuarlo in un certo modo, con certe regole, con certe deroghe (laddove possibile) che occorrerà, proprio in coerenza con la responsabilità di chi agisce, chiaramente motivare/giustificare.  Dall’altro lato invece all’art. 6, comma 2, let. g) dell’ALLEGATO I.2 - Attività del RUP è stabilito che il RUP “decide i sistemi di affidamento dei lavori, servizi e forniture, la tipologia di contratto da stipulare, il criterio di aggiudicazione da adottare”. In definitiva In tale prospettiva sembrerebbe che con la decisione di contrarre, il soggetto competente titolare del potere di spesa oltre a esternare la volontà della stazione appaltante, individua le modalità attraverso cui deve avvenire l'affidamento nominando il RUP. Con un successivo atto il RUP stabilisce i sistemi di affidamento, la tipologia del contratto e i criteri di aggiudicazione. WMP


QUESITO del 15/06/2023 - ARTICOLO 159, COMMA 3, DEL D.LGS. 50/2016 - MODALITÀ DI EVENTUALE RECEPIMENTO NEL D.LGS. 36/2023

Salve, la presente per chiedere autorevole parere sulla modalità di, eventuale, recepimento dell'art. 159, co. 3, del D.Lgs. 50/2016 nel D.Lgs. 36/2023. In considerazione della mancanza nel nuovo codice dei contratti di un espresso rimando alla norma derogatoria precedentemente costituita, a favore dell'Amministrazione della Difesa, dall'art. 159, comma 3, del D.Lgs. 50/2016, si chiede se o come è da interpretarsi in merito il nuovo dettame normativo. Specificatamente all'art. 15, comma 4, del nuovo codice (dove appare essere stata recepita la rinnovata facoltà - in questo contesto, però - estesa a carattere generale e nella descritta coesistenza gerarchica, sia del RUP che dei vari Responsabili delle singole fasi del processo attuativo del procedimento), si chiede in che modo la rinnovata figura di Responsabile Unico del Progetto possa essere adottata nel contesto organizzativo dei servizi amministrativi di Forza Armata (Organizzazione per Direzioni di Intendenza e Sezioni di Coordinamento Amministrativo), in particolare se può apparire ipotizzabile l'attribuzione della nomina ad agente della SCA (organismo con attività di mero supporto alla Direzione di Intendenza, privo di riconoscimento quale stazione appaltante, senza facoltà di aggiudicazione/stipula/ordinazione/pagamento). Ringrazio anzitempo per il prezioso supporto che si vorrà fornire.


QUESITO del 07/06/2023 - INCARICHI DI ASSISTENZA AL RUP

Premesso quanto previsto ai sensi dell´art. 2 comma 3 ALLEGATO I.2 - Attività del RUP nella parte in cui “Nel caso in cui sia individuato un RUP carente dei requisiti richiesti, la stazione appaltante affida lo svolgimento delle attività di supporto al RUP ad altri dipendenti in possesso dei requisiti carenti in capo al RUP o, in mancanza, a soggetti esterni aventi le specifiche competenze richieste dal codice e dal presente allegato. Gli affidatari delle attività di supporto devono essere muniti di assicurazione di responsabilità civile professionale per i rischi derivanti dallo svolgimento delle attività di propria competenza.” si chiede se il limite dell'1% dell´importo a base di gara previsto dall'art. 15 comma 6 dlgs 36/2023 “Le stazioni appaltanti e gli enti concedenti possono istituire una struttura di supporto al RUP, e possono destinare risorse finanziarie non superiori all’1 per cento dell’importo posto a base di gara per l’affidamento diretto da parte del RUP di incarichi di assistenza al medesimo.” si riferisce ai soli ed eventuali incarichi specialistici a sostegno dell´operato del RUP ovvero all´incarico per l´intera attivitá di supporto al RUP di cui al richiamato art. 2 Allegato I.2.


QUESITO del 07/04/2023 - NOMINA DI UN RESPONSABILE DI PROCEDIMENTO PER FASI (PUBBLICATO)

Buonasera, ai sensi dell'art. 15 comma 4 del D.Lgs. n.36/2023, si evince che, "Ferma restando l’unicità del RUP, le stazioni appaltanti e gli enti concedenti, possono individuare modelli organizzativi, i quali prevedano la nomina di un responsabile di procedimento per le fasi di programmazione, progettazione ed esecuzione e un responsabile di procedimento per la fase di affidamento": è giusta l'interpretazione che la nomina eventualmente può essere fatta unicamente per 2 responsabili del procedimento, cioè 1 per la fase di affidamento ed un altro per le fasi di programmazione, progettazione ed esecuzione (quindi queste 3 ultime fasi non possono essere scorporate)? grazie mille